Da piccola ero un perfetto angioletto biondo, sempre vestita di rosa, insomma un confettino e tutti che dicevano alla mia mamma: "ma che carina, che dolce, chissà che buona!". La mia mamma scuoteva la testa imbarazzata, perchè, in realtà a casa mi trasformavo in un terremoto: scalavo le porte stile uomo ragno, con conseguente distacco di vetri, imitavo Jenny la tennista giocando a tennis con i racchettoni da spiaggia, e più di un lampadario ne ha duramente risentito, davo sfogo alle mie velleità artistiche creando spettacolari murales con i colori a dito, senza che le mie doti pittoriche venissero peraltro comprese dai miei genitori (ma del resto tutti i grandi artisti hanno faticato ad affermarsi, no?). Ma il disastro più colossale è stato combinato quella volta che ho deciso di giocare ad "Occhi di Gatto" (del resto sono una perfetta creatura dei primi anni '80, ve li ricordate i cartoni di bim bum bam?).Dunque la scena si è svolta pressapoco così: mi sono inerpicata sulla libreria e da lì balzavo sul letto come una folle lanciando i biglietti da visita di mio padre per imitare le ladre del cartoon. Ad un certo punto scivolo male dalla mensola, faccio cadere una pila di libri e urto con il piede la sponda del letto, con conseguente caduta rovinosa mia e di mia sorella (che da brava sorella minore era relegata al ruolo di assistente alle mie trovate!). In quel momento entra mio padre che trova una mensola della libreria penricolosamente instabile, libri in terra, biglietti da visita ovunque e mia sorella in lacrime per la caduta. Ecco, quella volta potete immaginare come sia andata a finire per le mie parti posteriori...